Cari Venticinque Lettori,
In questi giorni convulsi, in cui un indegno ministro della Repubblica si dimette paventando complotti ai suoi danni, il Parlamento italico si dà da fare per sfornare una legge sullo stalking. Una legge pro domo sua, quindi?
Perdonatemi la battuta, ma dopo aver visto le dimissioni di Mastella e i discorsi giustificatori della Casta con contorno di accuse ai magistrati, non coltivo più molte speranze su questa Povera Italia. A sorpresa, invece, un motivo per invertire la tendenza viene da Montecitorio, dove, il 15 gennaio 2007, la Commissione Giustizia ha approvato il ddl (disegno di legge) sui comportamenti persecutori seriali.
Questo genere di reati è definito con il termine inglese stalking (dal verbo to stalk che significa "perseguitare"). Nei Paesi anglofoni infatti, da tempo la tradizione giuridica criminalizza e punisce le molestie reiterate, qualsiasi sia la forma con cui vengono portate.
L'Italia, pertanto, si è adeguata ai tempi, non sulla scorta di una moda, quanto di un'esigenza concreta, visto che i reati di questo genere stanno crescendo, e considerato anche i giudici non hanno strumenti (leggi) per punire adeguatamente i colpevoli. In realtà già in passato si era provato a definire e codificare le fattispecie affini, però ci si era scontrati con la indefinibilità tout court dello stalking.
Il discorso è stato superato facendo riferimento all'interesse di una persona nei confronti di un'altra. Tale i. può essere fisiologico o patologico: tra queste due specie il limite è dato dal numero e dal tipo di comunicazioni che un soggetto invia all'altra.
Nessun dubbio sulla patologia dell'interesse se vi è ripetizione di comportamenti indesiderati (dalla controparte) quali intrusioni, appostamenti, telefonate, e-mail, sms. Il soggetto "agente" (lo stalker) finisce per ingenerare nella "vittima" ansia e paura, rendendole pesante la vita.
Il fine dello stalking è di solito amoroso, anche se non mancano altri motivi, come il lavoro e la famiglia. Generalmente i persecutori non sono persone disturbate mentalmente, ma hanno una sorta di "cecità transitoria" delle facoltà razionali, tale per cui non sono in grado di riconoscere il proprio comportamento ossessivo per quello che è.
La vittima quindi diventa oggetto anormale del proprio interesse. Sia che la si conosca, sia invece che perfettamente estranea. Sia essa un personaggio famoso piuttosto che un illustre sconosciuto.
Pertanto, essendo lo stalking fenomeno uniformemente sparso per le fasce sociali, si sente l'esigenza di colpire chi lo mette in atto. Anche perchè, con l'avvento delle nuove tecnologie, i costi che ricadono sulla società sono sempre più pesanti.
Speriamo che il Governo, Mastella a parte, faccia in fretta.
Fonti e approfondimenti
http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_16/stalking_gay_omofobia_75071048-c401-11dc-8fe5-0003ba99c667.shtml
http://www.stalking.it/
http://www.mentesociale.it/criminologia/stalking.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Stalking
In questi giorni convulsi, in cui un indegno ministro della Repubblica si dimette paventando complotti ai suoi danni, il Parlamento italico si dà da fare per sfornare una legge sullo stalking. Una legge pro domo sua, quindi?
Perdonatemi la battuta, ma dopo aver visto le dimissioni di Mastella e i discorsi giustificatori della Casta con contorno di accuse ai magistrati, non coltivo più molte speranze su questa Povera Italia. A sorpresa, invece, un motivo per invertire la tendenza viene da Montecitorio, dove, il 15 gennaio 2007, la Commissione Giustizia ha approvato il ddl (disegno di legge) sui comportamenti persecutori seriali.
Questo genere di reati è definito con il termine inglese stalking (dal verbo to stalk che significa "perseguitare"). Nei Paesi anglofoni infatti, da tempo la tradizione giuridica criminalizza e punisce le molestie reiterate, qualsiasi sia la forma con cui vengono portate.
L'Italia, pertanto, si è adeguata ai tempi, non sulla scorta di una moda, quanto di un'esigenza concreta, visto che i reati di questo genere stanno crescendo, e considerato anche i giudici non hanno strumenti (leggi) per punire adeguatamente i colpevoli. In realtà già in passato si era provato a definire e codificare le fattispecie affini, però ci si era scontrati con la indefinibilità tout court dello stalking.
Il discorso è stato superato facendo riferimento all'interesse di una persona nei confronti di un'altra. Tale i. può essere fisiologico o patologico: tra queste due specie il limite è dato dal numero e dal tipo di comunicazioni che un soggetto invia all'altra.
Nessun dubbio sulla patologia dell'interesse se vi è ripetizione di comportamenti indesiderati (dalla controparte) quali intrusioni, appostamenti, telefonate, e-mail, sms. Il soggetto "agente" (lo stalker) finisce per ingenerare nella "vittima" ansia e paura, rendendole pesante la vita.
Il fine dello stalking è di solito amoroso, anche se non mancano altri motivi, come il lavoro e la famiglia. Generalmente i persecutori non sono persone disturbate mentalmente, ma hanno una sorta di "cecità transitoria" delle facoltà razionali, tale per cui non sono in grado di riconoscere il proprio comportamento ossessivo per quello che è.
La vittima quindi diventa oggetto anormale del proprio interesse. Sia che la si conosca, sia invece che perfettamente estranea. Sia essa un personaggio famoso piuttosto che un illustre sconosciuto.
Pertanto, essendo lo stalking fenomeno uniformemente sparso per le fasce sociali, si sente l'esigenza di colpire chi lo mette in atto. Anche perchè, con l'avvento delle nuove tecnologie, i costi che ricadono sulla società sono sempre più pesanti.
Speriamo che il Governo, Mastella a parte, faccia in fretta.
Fonti e approfondimenti
http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_16/stalking_gay_omofobia_75071048-c401-11dc-8fe5-0003ba99c667.shtml
http://www.stalking.it/
http://www.mentesociale.it/criminologia/stalking.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Stalking
3 commenti:
Caro Kolza, gia' conosci la mia posizione poco favorevole verso il mondo del Diritto, di cui ho fatto parte e da cui sono felicemente uscito.
Cerco comunque di restare equilibrato, ma oggi, ahime', debbo muovere delle critiche:
1) Che bisogno c'e' di denominare una fattispecie di reato con una parola INGLESE? Nel nostro idioma mancano forse le espressioni esatte per definirla? "Persecuzione personale" o qualcosa del genere non e' adeguato?
L'imbarbarimento degli usi e costumi deriva anche dall'atrofizzazione della lingua, e parte di colpa ricade, come e' "autoevidente" (parola cara al mio ex prof.di Dir.Cost.) sui giuristi.
2)>Questo genere di reati, è definito con il termine inglese stalking (...)
Quella virgoletta tra soggetto e verbo ti e' scappata...? oppure hai preso il viziaccio di certi giornalisti di separare abusivamente il soggetto della frase dal suo conseguente verbo? Ricordo che questa regola mi venne insegnata alle scuole medie - e gia'il mio prof. tuonava contro la decadenza dell'Italiano...
Mi perdonerai la pedanteria, ma sono sicuro che vedrai nei miei rilievi delle critiche costruttive.
Ciao!
Ciao Aladar,
Sul punto 1 il codice penale denomina la fattispecie in italiano.
Ecco il testo:
(Atti persecutori)
1. Dopo l’articolo 612 del codice penale è inserito il seguente:
«612 bis. (Atti persecutori). Chiunque ripetutamente molesta o minaccia taluno in modo tale da turbare le sue normali condizioni di vita ovvero da porre lo stesso in uno stato di soggezione o grave disagio fisico o psichico, ovvero tali da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di persona a sé legata da stabile legame affettivo, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a quattro anni.
La pena è aumentata fino alla metà e si procede d’ufficio se ricorre una delle condizioni previste dall’articolo 339.
Si procede altresì d’ufficio se il fatto è commesso con minacce gravi ovvero nei casi in cui il fatto è connesso con altro delitto per il quale è prevista la procedibilità d’ufficio».
Sul punto 2 direi che la colpa è della fretta: ho limato qualche parola e le virgole sono rimaste :-)
A presto
Risposte altamente soddisfacenti.
Le va bene 28?
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