mercoledì 27 febbraio 2008

Ho visto cose che voi umani... Lucerna

Cari Venticinque Lettori,

Non preoccupatevi, non sono scomparso, non sono stato rapito dagli alieni, non mi hanno preso gli americani, non sono fuggito in Antartide e non ho neanche trovato una fidanzata :-). Molto più semplicemente, impegni di lavoro e la stanchezza per il "cambio di stagione" mi hanno costretto a staccare la spina dal blog, diradando i miei interventi.
Fortunatamente (o anche no, dipende dai punti di vista :-) ora la tendenza si è invertita, grazie anche all'incontro (lunedì) con una persona speciale, che non vedevo da troppo tempo. Lei è in grado di illuminarmi la giornata (e la settimana) con un semplice sorriso, e questo suo dono mi ha veramente ricaricato.
Martedì (ieri) mi sono preso un giorno di ferie e, grazie alla TurboMicra, sono andato a Lucerna (Svizzera), a scoprire una nuova città, nuove facce e nuovi stimoli. Ne è valsa la pena: qui c'era la nebbia, al di là del San Gottardo il clima era primaverile (15°C) e c'erano tante facce sorridenti.

[Il traforo del San Gottardo al portale Sud]

Perché Lucerna? Potrei raccontare che sono un incallito viaggiatore, ma non è così, anche se sto facendo di tutto per ridurre la mia innata pigrizia. In realtà è stata Ivy, già collega di lavoro e di peregrinazioni eretiche, a spronarmi verso le rive del Lago dei Quattro Cantoni, alla ricerca dello Starbucks più vicino ai confini italici.

[Stazione Ferroviaria: Il vecchio portale (davanti) e il nuovo portale (dietro)]

Bilancio: 3 ore di viaggio all'andata e 3 al ritorno (rigorosamente nei limiti di velocità), in mezzo una visita volante al centro città, una passeggiata in centro, tante foto, tanti souvenir, un caffè da SB (ehm) e la miglior panna cotta mai mangiata in vita mia, all'Havanna.

[L'Havanna: ambiente caldo e accogliente, i proprietari sono italiani...]


[Panna cotta: Bisognava venire sin qui!!!]

Grazie all'€uro pesante, i conti non sono risultati proibitivi, anche se al cambio qualche spicciolo si perdeva sempre (il resto viene dato in franchi svizzeri). Come al solito, non pareva di essere a soli 200 km da casa: la pulizia e il decoro degli elvetici (nonché dei numerosi turisti) sono davvero di un altro pianeta. Piste ciclabili dappertutto, semafori rispettati, segnaletica comprensibile, insomma verrebbe voglia di trasferirsi oltre Brogeda.

[Il Kapellbrucke - Ponte coperto di legno sul fiume Reuss, ricostruito dopo l'incendio del 1993]

Per fortuna il mio saluto è stato solo un arrivederci. Spero di tornare presto a Lucerna e visitare i molti luoghi che non ho potuto vedere... Per i più curiosi, qui c'è una breve lista!

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