Cari Venticinque Lettori,
Non preoccupatevi, non sono scomparso, non sono stato rapito dagli alieni, non mi hanno preso gli americani, non sono fuggito in Antartide e non ho neanche trovato una fidanzata :-). Molto più semplicemente, impegni di lavoro e la stanchezza per il "cambio di stagione" mi hanno costretto a staccare la spina dal blog, diradando i miei interventi.
Fortunatamente (o anche no, dipende dai punti di vista :-) ora la tendenza si è invertita, grazie anche all'incontro (lunedì) con una persona speciale, che non vedevo da troppo tempo. Lei è in grado di illuminarmi la giornata (e la settimana) con un semplice sorriso, e questo suo dono mi ha veramente ricaricato.
Martedì (ieri) mi sono preso un giorno di ferie e, grazie alla TurboMicra, sono andato a Lucerna (Svizzera), a scoprire una nuova città, nuove facce e nuovi stimoli. Ne è valsa la pena: qui c'era la nebbia, al di là del San Gottardo il clima era primaverile (15°C) e c'erano tante facce sorridenti.
Perché Lucerna? Potrei raccontare che sono un incallito viaggiatore, ma non è così, anche se sto facendo di tutto per ridurre la mia innata pigrizia. In realtà è stata Ivy, già collega di lavoro e di peregrinazioni eretiche, a spronarmi verso le rive del Lago dei Quattro Cantoni, alla ricerca dello Starbucks più vicino ai confini italici.
Bilancio: 3 ore di viaggio all'andata e 3 al ritorno (rigorosamente nei limiti di velocità), in mezzo una visita volante al centro città, una passeggiata in centro, tante foto, tanti souvenir, un caffè da SB (ehm) e la miglior panna cotta mai mangiata in vita mia, all'Havanna.
Grazie all'€uro pesante, i conti non sono risultati proibitivi, anche se al cambio qualche spicciolo si perdeva sempre (il resto viene dato in franchi svizzeri). Come al solito, non pareva di essere a soli 200 km da casa: la pulizia e il decoro degli elvetici (nonché dei numerosi turisti) sono davvero di un altro pianeta. Piste ciclabili dappertutto, semafori rispettati, segnaletica comprensibile, insomma verrebbe voglia di trasferirsi oltre Brogeda.
[Il Kapellbrucke - Ponte coperto di legno sul fiume Reuss, ricostruito dopo l'incendio del 1993]
Fortunatamente (o anche no, dipende dai punti di vista :-) ora la tendenza si è invertita, grazie anche all'incontro (lunedì) con una persona speciale, che non vedevo da troppo tempo. Lei è in grado di illuminarmi la giornata (e la settimana) con un semplice sorriso, e questo suo dono mi ha veramente ricaricato.
Martedì (ieri) mi sono preso un giorno di ferie e, grazie alla TurboMicra, sono andato a Lucerna (Svizzera), a scoprire una nuova città, nuove facce e nuovi stimoli. Ne è valsa la pena: qui c'era la nebbia, al di là del San Gottardo il clima era primaverile (15°C) e c'erano tante facce sorridenti.
Perché Lucerna? Potrei raccontare che sono un incallito viaggiatore, ma non è così, anche se sto facendo di tutto per ridurre la mia innata pigrizia. In realtà è stata Ivy, già collega di lavoro e di peregrinazioni eretiche, a spronarmi verso le rive del Lago dei Quattro Cantoni, alla ricerca dello Starbucks più vicino ai confini italici.
Bilancio: 3 ore di viaggio all'andata e 3 al ritorno (rigorosamente nei limiti di velocità), in mezzo una visita volante al centro città, una passeggiata in centro, tante foto, tanti souvenir, un caffè da SB (ehm) e la miglior panna cotta mai mangiata in vita mia, all'Havanna.
Grazie all'€uro pesante, i conti non sono risultati proibitivi, anche se al cambio qualche spicciolo si perdeva sempre (il resto viene dato in franchi svizzeri). Come al solito, non pareva di essere a soli 200 km da casa: la pulizia e il decoro degli elvetici (nonché dei numerosi turisti) sono davvero di un altro pianeta. Piste ciclabili dappertutto, semafori rispettati, segnaletica comprensibile, insomma verrebbe voglia di trasferirsi oltre Brogeda.
[Il Kapellbrucke - Ponte coperto di legno sul fiume Reuss, ricostruito dopo l'incendio del 1993]Per fortuna il mio saluto è stato solo un arrivederci. Spero di tornare presto a Lucerna e visitare i molti luoghi che non ho potuto vedere... Per i più curiosi, qui c'è una breve lista!





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