Da cosa si misura il valore delle persone e dei sentimenti? Non ho una risposta certa, ma almeno sono conscio di questa manchevolezza. Forse è la mia pigrizia mentale ad impedirmi di cogliere verità tanto dolorose quanto inutili.
Eppure mi basta un poco d'ispirazione per invertire la tendenza, producendo piccoli capolavori. Non mi accade troppe volte in un mese, ma mi accontento, visto che di solito sono assurdamente prolisso.
Va bene, meglio concentrarsi sul prossimo post. Se potessi. La mente vuole vagare sino a Monza, sino ad una certa persona. La lei che mi rischiara il giorno solo con un suo sorriso. La lei che mio malgrado mi ha cambiato pesantemente, inducendomi a vedere alcuni polpettoni (Le onde del destino e qualche opera di Woody Allen... che apprezzo molto di più come clarinettista).
Il risultato? Io le scrivo e lei non risponde. Posso anche accettare un suo rifiuto, ma mi ferisce di più l'indifferenza. Ansie da donna in carriera. Maleducazione. Altre preoccupazioni. Chi lo sa? Meglio non pensarci su. Meglio rinunciare a donare, non che importi a qualcuno. Meglio pensare al mio avatar, che ora porto su di me. Meglio guarire dalle ferite dell'ultima battaglia calcistica. E' la soluzione migliore questa, o è un palliativo per non vederla nuovamente? Purtroppo non ho doni come quello di Juan de Marco e la mia preveggenza è molto limitata.
Meglio dimenticare l'amore. Ti ferisce e ti consuma. Ti illude poi presenta il conto. Non servirà, tanta è la sua inesorabilità. Posso stancarlo, correndo fino al dolore (e l'ho già fatto), fino all'anemia. Lui ha sempre l'energia per volare. Può raggiungere vette altissime, e costringermi a seguirlo. Può arrivare alle stelle, e quello che chiede è un minimo di fiducia. Sarà una strada molto lunga.
Eppure mi basta un poco d'ispirazione per invertire la tendenza, producendo piccoli capolavori. Non mi accade troppe volte in un mese, ma mi accontento, visto che di solito sono assurdamente prolisso.
Va bene, meglio concentrarsi sul prossimo post. Se potessi. La mente vuole vagare sino a Monza, sino ad una certa persona. La lei che mi rischiara il giorno solo con un suo sorriso. La lei che mio malgrado mi ha cambiato pesantemente, inducendomi a vedere alcuni polpettoni (Le onde del destino e qualche opera di Woody Allen... che apprezzo molto di più come clarinettista).
Il risultato? Io le scrivo e lei non risponde. Posso anche accettare un suo rifiuto, ma mi ferisce di più l'indifferenza. Ansie da donna in carriera. Maleducazione. Altre preoccupazioni. Chi lo sa? Meglio non pensarci su. Meglio rinunciare a donare, non che importi a qualcuno. Meglio pensare al mio avatar, che ora porto su di me. Meglio guarire dalle ferite dell'ultima battaglia calcistica. E' la soluzione migliore questa, o è un palliativo per non vederla nuovamente? Purtroppo non ho doni come quello di Juan de Marco e la mia preveggenza è molto limitata.
Meglio dimenticare l'amore. Ti ferisce e ti consuma. Ti illude poi presenta il conto. Non servirà, tanta è la sua inesorabilità. Posso stancarlo, correndo fino al dolore (e l'ho già fatto), fino all'anemia. Lui ha sempre l'energia per volare. Può raggiungere vette altissime, e costringermi a seguirlo. Può arrivare alle stelle, e quello che chiede è un minimo di fiducia. Sarà una strada molto lunga.
1 commenti:
...se sarà una strada molto lunga dipenderà solo, soltanto ed esclusivamente da te!!!
...non ci scappiiii!!!
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