In tema di serie televisive, il nome di David E. Kelley equivale a leggenda: la sua stessa vita è l'incarnazione del sogno americano. Da avvocato di Boston a sceneggiatore, produttore e regista, fino al matrimonio con Michelle Pfeiffer.
Magari lo spettatore medio non lo ricorda, però basta menzionare Ally McBeal, The Practice e Chicago Hope (tutte serie di cui Kelley è stato artefice dal primo all'ultimo momento) per risvegliare bei ricordi. Grandi ascolti e tanti premi hanno contornato le creazioni di Kelley.
Magari lo spettatore medio non lo ricorda, però basta menzionare Ally McBeal, The Practice e Chicago Hope (tutte serie di cui Kelley è stato artefice dal primo all'ultimo momento) per risvegliare bei ricordi. Grandi ascolti e tanti premi hanno contornato le creazioni di Kelley.
In particolare Ally McBeal e The Practice sono stati i veri e propri capostipiti del serial legale, a metà tra John Grisham e la sit-com: la loro chiusura (2002 e 2004 rispettivamente) all'apice del successo, lasciò profonda insoddisfazione, eppure Kelley ebbe del merito, preferendo evitare un "trascinamento" dei suoi cavalli di razza. A smorzare i rimpianti arrivò a traino una terza serie del genere, che scosse gli ascolti in maniera sorprendente: Boston Legal (BL per gli aficionados).

Le vicende di BL prendono spunto nel prestigioso studio legale Crane Poole & Schmidt, law firm di Boston (città che funge da sfondo alle precedenti legal series di Kelley). La trama di base è incentrata principalmente sul rapporto tra il rampante James Spader (Alan Shore) e la vecchia gloria William Shatner (Denny Crane), a cui si aggiunge un ricco cast di comprimari: Rhona Mitra (Tara Wilson), Monica Potter (Lori Colson), Mark Valley (Brad Chase), Lake Bell (Sally Heep) e Renè Auberjonois (Paul Lewistone). Nel prosieguo della stagione arriverà pure Candice Bergen (nei panni di Shirley Schmidt, socia anziana).
Al cast regolare farà poi compagnia una folta schiera di guest stars, a testimoniare il crescente successo di pubblico e la conseguente appetibilità della serie tra gli attori.
Dal punto di vista della sceneggiatura, la mano di Kelley si sente: c'è la giusta miscela di diritto civile e penale, di sentimento e parole, di commedia e serietà. Stupiscono i due marpioni Shatner e Spader, che danno una dimensione umana alla professione forense. Si ritagliano il loro spazio le altre vicende dello studio: nella prima serie i comprimari Valley e Potter lottano per un loro posto al sole, supervisionati dal socio anziano Auberjonois (non molto conosciuto al grande pubblico, ha ricoperto il ruolo di Odo in Star Trek Deep Space Nine), la ragione al servizio della professione.
Indubbiamente una delle migliori serie uscite negli ultimi anni. L'unico peccato è che delle quattro, solo due siano approdate in Italia. Per le altre esiste il Mulo ;-).


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