lunedì 5 maggio 2008

Redditi sulla Rete: Allucinazione o Reato?


29 Aprile 2008: sarà anche una delle solite coincidenze intergalattiche, ma il giorno in cui è morto Albert Hofmann, scopritore dell'acido lisergico (LSD), il Governo italiano è riuscito in un parto allucinante. Chi mai avrebbe potuto concepire la pubblicazione sulla Rete dei redditi degli italiani?
Il valente vice-ministro alle Finanze Vincenzo Visco, già in passato segnalatosi per le sue attività volte alla repressione fiscale, ha trovato il modo di fare danni pure dall'aldilà (politico), in cui il Governo Prodi dovrebbe trovarsi.

Purtroppo, non potendo impartire lezioni di diritto a questa disastrosa compagine, bisognerebbe spiegare qualche piccolo concetto allo sventurato visitatore di queste pagine. Al di là del sacrosanto diritto alla privacy (la cara vecchia riservatezza), è quantomeno irresponsabile spargere ai quattro venti informazioni sensibili. Non tanto perché vi siano malintenzionati pronti a cogliere l'occasione (in questo caso integrando il reato di favoreggiamento), quanto perché si va a minare la convivenza civile, alla base di ogni Stato, persino della disastrata Italietta.
Certo, già di per sé Internet costituisce un problema sulla riservatezza, ma questa, lungi dal costituire una scusante, è casomai un'aggravante per l'atto del Ministero alle Finanze. Tanto più che ad agire non è stato uno sprovveduto, quanto un'articolazione di alto rango dello Stato. E poco importa che il Garante della Privacy sia intervenuto sollecitamente, sospendendo la pubblicazione dei dati incriminati. Il danno è stato fatto, visto che i redditi sono condivisi attraverso i circuiti di file sharing.

A questo punto bisognerebbe capire cosa si cela dietro questa manovra, ossia il movente, che ha fatto la fortuna di tanti giallisti. Napoleone diceva che, per spiegare un atto sconsiderato, ove vi è incompetenza si può evitare il ricorso alla malizia. Non si può convenire con il corso (che puniva i suoi subordinati, non accontentandosi delle scuse), vista l'attività pregressa del Viceministro Visco, il cui capolavoro finale si situa nella linea strategica che ha portato alla recentissima normativa antiriciclaggio (che impone la non trasferibilità tout court degli assegni oltre i 5.000 €) e all'acquisizione dei titolari di conti in Lussemburgo.

Iniziative queste, che paiono finalizzate alla punizione fiscale più che alla solidarietà tributaria, troppo spesso invocata a parole. La pubblicazione dei redditi, poi, pare un tentativo di semina della discordia tra il popolo italiano: qualsiasi osservatore non accecato dall'odio ideologico, sa che i redditi veramente alti si nascondono nelle scappatoie legali (norme per la cui interpretazione ci vuole un master in Diritto Tributario), piuttosto che nell'evasione (sia fisiologica che patologica). Qualunque sia l'intento che ha mosso Visco, è ingiustificabile, vista la vastità degli interessi toccati. Anche se si tocca la necessità della "pubblicità contributiva": in realtà ciò avviene di già in ogni Agenzia delle Entrate, ma è limitato al dato cartaceo.
Inoltre l'argomento della pubblicità riecheggia sinistramente un'argomentazione cara alle dittature di ogni tempo: se non hai nulla da nascondere non hai nulla da temere. Questo Governo, decaduto eppure in grado di fare ancora danni, ha dimostrato di considerare i contribuenti come sudditi e come tali, potenziali nemici.
Meglio ricordarsene al prossimo giro di giostra...

2 commenti:

Aladar ha detto...

Bravo Kolza, articolo conciso ma molto significativo, a differenza dei tanti sbrodolamenti che ho letto sui vari blog in merito alla vicenda.
Anch'io vorrei tanto sapere il movente... Semplice sgambetto, colpo di coda al prossimo governo?
Non credo.
Comunque quegli schifosi "politici" sedicenti di sinistra mi disgustano. Cosi' come mi infastidisce e un po' mi inquieta il discorso del semplice cittadino (leggi: schiavo) che usa quella frase "Male non fare, paura non avere", la quale giustifica telecamere ovunque, dati sensibili pubblicati e un domani giustificherebbe il microchip sotto pelle... Che vergogna...
Ciao Kolza

Kolza ha detto...

Grazie Aladar,
A tutta questa vicenda manca un'ultima chicca: siamo sicuri che qualche nome non sia stato "sbianchettato", come nella vignetta di Forattini?
E' un dubbio legittimo...

Alla prossima
Kolza