domenica 15 giugno 2008

Bisogna Saper Perdere (Ricordi Diluiti Dalla Pioggia... )

La montagna è un ottima maestra, ma a differenza della Storia di gramsciana memoria, tutti ascoltano. Tutti quelli che la frequentano, ovviamente.
Una delle preziose lezioni mi è stata impartita oggi, senza troppi costi, oltre a quelli del lavaggio panni: come dicevano Shel Shapiro, i Rokes e pure Lucio Dalla, bisogna saper perdere.
Ed ecco la ragione: oggi sono voluto andare a scarpinare e mi sono detto previsioni infauste= compagni zero (già è difficile trovare un amico, figuriamoci un'amica, però questa è un'altra storia :).. Andava bene comunque, avevo bisogno di fare km da solo, di fare l'entronauta, una volta ancora, per dissipare alcuni dubbi e prendere lo spunto giusto per affrontare la settimana.
Ed eccomi così a Sormano (Colma), in un clima che faceva molto Twin Peaks, con la nebbia agli irti colli, che piovviginando saliva a offuscare tutto. Mancava solo la Signora Ceppo, profetessa di sventure e di sfighe aliene.

Sono così salito al Palanzone, e dopo un primo tratto su una mulattiera pavimentata, mi sono ritrovato in mezzo al fango. Non solo la pioggia, oggi è passato pure un gregge in transumanza, guarda caso sul sentiero di giornata (Colma-Brunate). Ma l'acqua non bastava, ci sono volute due scivolate in fase di discesa, dal Palanzone verso Ovest, per farmi desistere dall'inutile impresa. Così, a un passo dalla Bocchetta di Palanzo (direzione Capanna Mara) ho ripreso armi e bagagli per tornare sui miei passi e ridiscendere verso la Colma. E' stato in quel momento, quando mi sono voltato e ho considerato le opzioni, che mi è venuta in mente la canzone di Shel Shapiro. E' stato un attimo intenso, in cui ho avuto contezza di tutto: continuare così, con la nebbia tutt'intorno a celare ogni cosa, sarebbe stato inutile. Esattamente come in un recente passato (ma in diverso campo) ho preferito chiudere un rapporto senza prospettive, piuttosto che battere un sentiero senza riferimenti.

Sono arrivato quindi alla macchina, e ho pensato, sempre in relazione al passato recente, a "I'm always here", pezzo storico di Jimi Jamison nonché sigla di Baywatch. Ho ripensato a Sormano e a chi ci ha abitato, canticchiando some people stand in the darkness afraid to step into the light: va bene così, mi sono detto, non tutti hanno il coraggio di difendere le proprie scelte: molti gli preferiscono il confortante abbraccio della paura... Anche in quel caso, come oggi, ho avuto contezza del saper perdere, anche se a testa alta. Del coraggio di certe scelte. E della necessità di andare avanti, sempre e comunque.
Spero che questa consapevolezza non sia stata lavata via con la pioggia odierna.

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