Esimi Ventisei Lettori,
Gli uomini e le donne sono uguali, canta Cesare Cremonini, ribadendo in musica ciò che dice l'art. 3 della nostra Costituzione. Al di là di canzoni e principi, non è un mistero che i rapporti tra maschi e femmine sono difficilmente inquadrabili, intercorrendo tra i due sessi dinamiche coinvolgenti un numero enorme di variabili a tutto campo.
Se questo è vero per i rapporti standard, meglio non pensare a quelli amorosi: mi sovviene il ricordo della coppia di ricci che si deve riparare dal freddo. L'unico modo per sopravvivere è abbracciarsi, stando ben attenti ai propri aculei. Un lavoro di precisione, quasi quanto quello di coppia.
Al di là di questi pensieri preliminari, quello che mi ha fatto riflettere sui rapporti tra le due Metà del Cielo (mi sembra un'immagine migliore di quella del Tao) è stata una delle mie frequentazioni femminili, che, parole sue, "vuole il Maschio Alfa". Reminescenze scolastiche mi fanno sovvenire la classificazione dei lupi, smontata più volte nella sua "applicazione" umana, a dispetto del numero di persone che ci crede, o per lo meno fa finta, un po' come accade per la fisiognomica lombrosiana, che ancor oggi vanta estimatori.
Sarà la mia repulsione a venire classificato da novelli Linneo o sarà che "l'uomo è un animale socievole" (Aristotele dixit), ma mi pare che sia intrinseca all'Uomo la tendenza a sfuggire a ogni inquadramento: quel connubio unico generato tra l'istintività animale e la razionalità angelica può essere la ragione per cui il Genere Umano ha avuto successo sulla Terra?
Da quanto scritto sopra non può emergere la superficialità di chi divide semplicisticamente tra Alfa e Beta, scrivendo questi post (Chris Moore, nella fattispecie):
http://topometallo.blogspot.com/2008/01/elogio-del-maschio-beta.html
Un pezzo particolarmente relativista, legato alla situazione americana, in cui il successo personale è un feticcio elevato a sistema, con tutti i noti guasti, sia di singoli che dell'insieme. Considerare poi il bamboccionismo (passatemi il neologismo) come sistema del maschio beta (e questa cosa emerge dall'anedottica allegata) è parecchio assolutizzante e sicuramente irrealistico... ma tant'è. Mi chiedo solo come sarebbero classificati, etologicamente, personaggi come Cincinnato, Aragorn o Peter Petrelli. Dalla finzione alla realtà è sempre un bel dilemma.
Non accontentandomi di questi minima ethologica, in cui un insieme di uomini viene equiparato ad un branco di lupi, cerco altre classificazioni, imbattendomi in questa, di chiara matrice femminista:
http://www.webirishpub.net/forum/classificazione-dei-maschi-vt1098-st0.html
Noto un certo relativismo (d'altronde non esiste un Inconscio collettivo che ci permette di vivere e condividere le esperienze altrui :), per lo meno in questo caso la categorizzazione è certamente più verosimile rispetto alla piatta dicotomia Alfa-Beta. Tuttavia il realismo resta da affinare.
Per par condicio mi muovo anche verso il mondo dei miei colleghi, e trovo altrettante recriminazioni, scritte in maniera decisamante più becera:
http://www.webalice.it/giuseppekj/KaJu/Materiale/Ragionamenti/La%20classificazione%20delle%20troie.htm
Nè più nè meno la controparte del collegamento precedente, anche se va detto che le donne ci sanno fare meglio di noi maschietti, per lo meno sotto il profilo sintattico-lessicale... ;)
Gli uomini e le donne sono uguali, canta Cesare Cremonini, ribadendo in musica ciò che dice l'art. 3 della nostra Costituzione. Al di là di canzoni e principi, non è un mistero che i rapporti tra maschi e femmine sono difficilmente inquadrabili, intercorrendo tra i due sessi dinamiche coinvolgenti un numero enorme di variabili a tutto campo.
Se questo è vero per i rapporti standard, meglio non pensare a quelli amorosi: mi sovviene il ricordo della coppia di ricci che si deve riparare dal freddo. L'unico modo per sopravvivere è abbracciarsi, stando ben attenti ai propri aculei. Un lavoro di precisione, quasi quanto quello di coppia.
Al di là di questi pensieri preliminari, quello che mi ha fatto riflettere sui rapporti tra le due Metà del Cielo (mi sembra un'immagine migliore di quella del Tao) è stata una delle mie frequentazioni femminili, che, parole sue, "vuole il Maschio Alfa". Reminescenze scolastiche mi fanno sovvenire la classificazione dei lupi, smontata più volte nella sua "applicazione" umana, a dispetto del numero di persone che ci crede, o per lo meno fa finta, un po' come accade per la fisiognomica lombrosiana, che ancor oggi vanta estimatori.
Sarà la mia repulsione a venire classificato da novelli Linneo o sarà che "l'uomo è un animale socievole" (Aristotele dixit), ma mi pare che sia intrinseca all'Uomo la tendenza a sfuggire a ogni inquadramento: quel connubio unico generato tra l'istintività animale e la razionalità angelica può essere la ragione per cui il Genere Umano ha avuto successo sulla Terra?
Da quanto scritto sopra non può emergere la superficialità di chi divide semplicisticamente tra Alfa e Beta, scrivendo questi post (Chris Moore, nella fattispecie):
http://topometallo.blogspot.com/2008/01/elogio-del-maschio-beta.html
Un pezzo particolarmente relativista, legato alla situazione americana, in cui il successo personale è un feticcio elevato a sistema, con tutti i noti guasti, sia di singoli che dell'insieme. Considerare poi il bamboccionismo (passatemi il neologismo) come sistema del maschio beta (e questa cosa emerge dall'anedottica allegata) è parecchio assolutizzante e sicuramente irrealistico... ma tant'è. Mi chiedo solo come sarebbero classificati, etologicamente, personaggi come Cincinnato, Aragorn o Peter Petrelli. Dalla finzione alla realtà è sempre un bel dilemma.
Non accontentandomi di questi minima ethologica, in cui un insieme di uomini viene equiparato ad un branco di lupi, cerco altre classificazioni, imbattendomi in questa, di chiara matrice femminista:
http://www.webirishpub.net/forum/classificazione-dei-maschi-vt1098-st0.html
Noto un certo relativismo (d'altronde non esiste un Inconscio collettivo che ci permette di vivere e condividere le esperienze altrui :), per lo meno in questo caso la categorizzazione è certamente più verosimile rispetto alla piatta dicotomia Alfa-Beta. Tuttavia il realismo resta da affinare.
Per par condicio mi muovo anche verso il mondo dei miei colleghi, e trovo altrettante recriminazioni, scritte in maniera decisamante più becera:
http://www.webalice.it/giuseppekj/KaJu/Materiale/Ragionamenti/La%20classificazione%20delle%20troie.htm
Nè più nè meno la controparte del collegamento precedente, anche se va detto che le donne ci sanno fare meglio di noi maschietti, per lo meno sotto il profilo sintattico-lessicale... ;)
